Forfettario 2027: la soglia sale a 100.000 euro

Per l'IVA il limite resta a 85.000 euro: arriva il doppio binario

30 Ottobre 2026 · Disegno di legge di Bilancio 2027 approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 ottobre 2026, ora all'esame del Parlamento

Il disegno di legge di Bilancio 2027, varato dal Consiglio dei Ministri il 28 ottobre 2026, alza da 85.000 a 100.000 euro il limite di ricavi e compensi che consente di accedere e restare nel regime forfettario. L'aumento, però, riguarda soltanto le imposte sui redditi: ai fini IVA la soglia rimane ferma a 85.000 euro.

Se il testo verrà confermato dal Parlamento, i forfettari dovranno quindi fare i conti con due limiti distinti. Vediamo come si passa dalle regole attuali a quelle proposte e quali aspetti restano ancora da chiarire.

1. Come funziona oggi: due soglie già esistenti

Anche con le regole in vigore le soglie da tenere d'occhio sono due, con effetti diversi.

  • 85.000 euro – requisito di accesso e permanenza. Il comma 54 dell'articolo 1 della Legge 190/2014 consente di applicare il regime a chi, nell'anno precedente, ha conseguito ricavi o percepito compensi non superiori a 85.000 euro (insieme all'ulteriore requisito delle spese per lavoro dipendente e collaboratori, non superiori a 20.000 euro lordi). Chi avvia una nuova attività dichiara invece di presumere il rispetto dei requisiti.
  • Uscita dall'anno successivo. In base al comma 71, se nel corso dell'anno viene meno uno dei requisiti del comma 54 o si verifica una delle cause di esclusione del comma 57, il regime cessa dall'anno seguente. Chi supera gli 85.000 euro, quindi, rimane forfettario fino al 31 dicembre e passa al regime ordinario dal 1° gennaio successivo.
  • 100.000 euro – uscita immediata. Dal 2023 (Legge 197/2022) chi oltrepassa i 100.000 euro di ricavi o compensi nel corso dell'anno esce subito dal regime. Come precisato dall'Agenzia delle Entrate (circolare n. 32/E del 2023), il reddito dell'intero anno va allora determinato con le regole ordinarie, e l'IVA è dovuta a partire dalle operazioni che hanno determinato il superamento del limite.

2. Cosa cambia con il Ddl di Bilancio 2027

La manovra separa le due soglie in base al tributo.

  • Imposte sui redditi: il limite di accesso e permanenza sale a 100.000 euro. Fino a questo importo continua ad applicarsi l'imposta sostitutiva del 15% (ridotta al 5% per i primi cinque anni delle nuove attività che rispettano i requisiti previsti), che prende il posto di IRPEF, addizionali regionali e comunali e IRAP.
  • IVA: il limite resta a 85.000 euro. Chi lo supera perde l'esonero dall'imposta.
Soglia Regole attuali Ddl di Bilancio 2027 (se confermato)
85.000 € Limite di accesso e permanenza nel regime (imposte sui redditi e IVA); se superato, uscita dall'anno successivo Resta solo come limite per l'esonero IVA; oltre questa soglia si perde l'esonero
100.000 € Uscita immediata dal regime, con reddito dell'intero anno in regime ordinario e IVA dovuta dall'operazione che fa superare il limite Diventa il nuovo limite di accesso e permanenza per le imposte sui redditi (flat tax al 15% o al 5%)

3. Perché l'IVA resta a 85.000 euro

La ragione è europea. La direttiva (UE) 2020/285, che ha riformato il regime speciale IVA delle piccole imprese con applicazione dal 1° gennaio 2025, fissa a 85.000 euro il tetto massimo di volume d'affari entro cui gli Stati membri possono concedere la franchigia IVA.

Per spingersi oltre servirebbe una decisione del Consiglio dell'Unione europea che autorizzi una deroga: allo stato attuale non ne risulta alcuna per l'importo di 100.000 euro. Da qui la scelta di innalzare la soglia solo per le imposte dirette, che rientrano nella piena competenza nazionale.

4. I punti ancora da chiarire

Il coordinamento con l'uscita immediata

Oggi il comma 71 prevede l'uscita in corso d'anno per chi supera i 100.000 euro. Se la soglia di accesso e permanenza viene fissata proprio a 100.000 euro, le due regole finiscono per sovrapporsi: la disciplina dell'uscita immediata dovrà quindi essere riscritta e coordinata con il nuovo limite.

La decorrenza: conta il 2026

In assenza di norme transitorie, la nuova soglia dovrebbe valere già per la permanenza nel regime nel 2027, con verifica sui ricavi conseguiti e compensi percepiti nel 2026. È la lettura che discende dal comma 54, che collega i requisiti ai valori dell'anno precedente.

L'Agenzia delle Entrate ha seguito lo stesso criterio in occasione dei due precedenti aumenti:

  • 2019: la Legge 145/2018 sostituì i vecchi limiti, differenziati per tipo di attività, con una soglia unica di 65.000 euro. La circolare n. 9/E del 2019 chiarì che il nuovo limite andava verificato sui ricavi e compensi dell'anno precedente a quello di applicazione del regime;
  • 2023: con la Legge 197/2022 la soglia passò da 65.000 a 85.000 euro, e la circolare n. 32/E del 2023 confermò la medesima impostazione.

Un esempio pratico

Un professionista in regime forfettario incassa nel 2026 compensi per 92.000 euro.

  • Con le regole attuali: resta forfettario per tutto il 2026 (non ha superato i 100.000 euro) ma dal 2027 passa al regime ordinario, perché ha oltrepassato gli 85.000 euro.
  • Con il Ddl di Bilancio 2027, se confermato: nel 2027 potrebbe continuare ad applicare la flat tax sul reddito, essendo rimasto sotto i 100.000 euro, ma avendo superato gli 85.000 euro non beneficerebbe più dell'esonero IVA.

Le modalità operative della gestione IVA per chi si trova tra le due soglie dovranno essere definite dal testo finale e dai successivi chiarimenti.

5. Redditi da lavoro dipendente: nessuna novità (per ora)

Il Ddl non interviene, al momento, sull'altra causa di esclusione legata al reddito di lavoro dipendente e assimilato. Negli ultimi due anni il limite è stato innalzato in via temporanea a 35.000 euro: senza una nuova proroga, dal 2027 tornerebbe la soglia ordinaria di 30.000 euro prevista dal comma 57 della Legge 190/2014.

6. I prossimi passi

Il disegno di legge deve ora completare l'iter parlamentare, che si chiude con l'approvazione definitiva entro il 31 dicembre: fino ad allora il testo può essere modificato. Per chi ha ricavi o compensi 2026 vicini alle soglie, conviene comunque monitorare fin da ora l'andamento di incassi e fatturazione, perché saranno proprio i valori del 2026 a determinare il regime applicabile nel 2027.


Lo Studio è a disposizione per verificare la vostra posizione rispetto alle nuove soglie e valutare l'impatto del doppio binario su imposte e IVA.

Seguiremo l'iter parlamentare e aggiorneremo questo approfondimento con il testo definitivo della Legge di Bilancio 2027.

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